No Sense Words – Λέξεις Φυγόκεντρες

Λέξεις… Οι δικές μου λέξεις έχουν χάσει την βαρύκεντρο δύναμή τους… πάλλονται, διασκορπίζονται, χωρίς ουσία χωρίς χρώμα, αλλάζουν με τον καιρό, με τη στιγμή παίρνουν μια ιδιαίτερη μορφή, χωρίς διάρκεια…Είναι λέξεις φυγόκεντρες…

© 2017 Il Bruconuvolo, Fiaba per Adulti: il concepimento – II

Artworks © Titolo: Il bruco parla con la mosca, Varriale Drishti, 1^ Classe, Liceo Artistico, Ravenna, Italia

 

[Continua dal post pecedente]

 

Il periodo di stesura – il concepimento

 

La prima stesura della fiaba ©2017  Il Bruconuvolo Fiaba per Adulti con le sue prime 2000 parole in un solo giorno, tutto questo tempo da settembre del 2016 fino a giugno del 2017, sfociava pezzo per pezzo, a poco a poco. Da fine settembre si infilava, si incastrava tra le solite occupazioni quotidiane, stesure di altri racconti e pubblicazioni, sbalzi interiori, seguiva le contrazioni e le dilatazioni del mercurio nelle temperature autunnali, i precipizi sentimentali, le ricerche esistenziali e i piccoli viaggi ricreativi – con una ferita nell’anima – e di fuga da Ravenna, ospite di amici intimi a Roma, di Livio e Paul, esattamente nel quartiere di Centocelle dove, appunto, viveva il bruco prima che diventasse nuvolo. Forse, proprio per questo motivo la fiaba assume sin dal suo esordio sin dalle sue prime righe un significato particolare.

Noi adulti abbiamo maggior bisogno del sogno rispetto ai più piccoli e questo non è una mia personale scoperta. La maggioranza degli scrittori mastichiamo come una gomma gli stessi punti di riferimento letterari anche se, ogni volta, con una prospettiva diversa. Tutto questo non può, certamente, essere considerato una banalità dal momento che come i primi uomini sulla terra, migliaia di anni fa, anche noi ancora oggi proviamo stupore per gli stessi simboli, gli stessi topoi leterrari che ci fanno uscire dal nostro microcosmo e toccare l’infinito. Il fine ultimo dell’ uomo, il suo anelito è l’infinito. Con il passare degli anni questa attitudine innata si perde, si irrigidisce come le cellule del sistema nervoso colpite da sclerosi multipla che diventano rigide e dure e così anche noi, di conseguenza, nel nostro intimo, diventiamo più fragili e più vulnerabili.

La fiaba, dunque, nasconde un fine didascalico o almeno uno fra i tanti sparsi in tutto il suo svolgimento: quello di mantenere in buono stato la macchina da fuga in un mondo onirico.

Ebbene, essa ha cominciato come uno scherzo. Non avevo nessuna intenzione di scrivere una fiaba così estesa. Dopo le prime pubblicazioni di racconti e poesie in riviste letterarie, maturavo, in realtà, l’idea di scrivere un romanzo, il quale però è stato rimandato, a causa degli impegni da scrittore e dell’estensione del Bruconuvolo che piano piano aumentava. Di quel romanzo mi sono rimaste solo le bozze della sua prima stesura. A sua volta prenderà corpo anch’esso. La sua struttura è già stata salvata nel mio archivio.

All’inizio, quindi, secondo i miei calcoli la fiaba non doveva superare le 4000 parole. Era destinata a qualche rivista letteraria. Le molle per il suo concepimento o almeno per il titolo erano appena due: un melo – piantato in un vaso nel cortile dell’appartamento a pianterreno dei miei amici a Roma – del quale, proprio allora, erano spuntati i primi frutti – mele verdi per l’esattezza – che ci affrettavamo ad assaggiare e ci chiedevamo se fossero abbastanza maturi per essere mangiati e un nuvolo che avevo fotografato per poi mandare la sua foto a Erùla – un’amica a distanza – dopo una nostra conversazione, uno scambio di messaggi su facebook a tarda notte mentre io, proprio in quel periodo, avevo la sensazione di vivere un’esperienza metafisica – mai sperimentata prima – e sentivo il bisogno di confidarmi con qualcuno. Non era qualcosa di eccezionale, non pensate. Credo che anche voi abbiate avuto, qualche volta, un’esperienza simile. Sentivo come se una presenza, la quale non riuscivo a identificare, si poggiasse sulla mia spalla sinistra.

Le mie ricerche su internet, su fonti inglesi, greche e italiane, non avevano dato risultati attendibili e sebbene temessi di essere considerato uno stralunato mi sono aperto a lei. La mia sensazione non era sbagliata.

-“No, a me non è successo qualcosa del genere ma ho avuto alcune esperienze analoghe.”

-“Cioè? Che genere di esperienze? Dimmi!”, le scrissi dopo essere stato stuzzicato.

-“Ecco… come dirtelo, a volte, in cielo tra le carte o gli scarabocchi vedo sagome forse a causa della mia fantasia galoppante, hahaha.” E dopo averle inviato la foto che avevo scattato, per scherzo, per farle piacere: “Quel nuvolo lassù, a destra, non è come un bruco che striscia?”.

Pressappoco così è nata la fiaba. Da un melo a Roma e da una foto inviata a Erùla.

Nei mesi della sua composizione si aspirava che la fiaba venisse pubblicata con una dedica ma le circostanze volevano che la prima pagina rimanesse bianca, senza nome; esse non sono state favorevoli. Va bene così. Un’altra volta. Con una seconda occasione. Come se ci fosse, sopra le nostre teste, una ragione metafisica. Tutto è rimasto in sospeso. Erùla, comunque, ha detto che sia meglio così. Sulla prima pagina ognuno, senza vincoli da parte dell’autore, avrà la possibilità di mettere la dedica alla persona cara a cui si vuole bene.

Per questo vi dico: la storia è vera;  non è una fiaba. Qualcuno la scrive, da qualcosa si ispira, segue una meta, qualcosa vede, qualcuno le racconta una parte della propria verità. Crediate, dunque, alle fiabe perché si rivelano vere come i sogni.

Questo articolo o post si pubblica oggi, il 07/07/2017. Era già stato progettato perché venisse pubblicato oggi. Si lancia in automatico un giorno prima di prendere treni e aerei per un lungo viaggio.

Ci sentiamo presto da diverse, la prossima volta, coordinate geografiche; sotto altre costellazioni.

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P.S.: La correzione continua e fino ad oggi ha portato la fiaba a 40.892 parole, ovvero ha portato il Bruconuvolo, parola per parola, a 40.892 piedi sopra la terra. 

 

©2017 All rights Reserved – Diritti d’Autore Riservati, inclusi il costrutto del titolo dell’opera in traduzione letterale dalla lingua originale © IL BRUCONUVOLO, FIABA PER ADULTI e degli articoli pubblicati nel presente website. Vietato qualsiasi tipo di riproduzione.

 

[Continua]

 

 

 

 

 

 

 

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2 comments on “© 2017 Il Bruconuvolo, Fiaba per Adulti: il concepimento – II

  1. argyris446
    07/07/2017

    Reblogged στις worldtraveller70.

    • Εγώ, το σκουλήκι που έγινε σύννεφο κι όλα τα έντομα που συνάντησε στη γειτονιά της Ρώμης που έμενε, ευχαριστούμε θερμά!

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